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sabato 23 gennaio 2021

CADE il Trentunesimo Anniversario. Rigore per il Milan!

IO - Egregio Signor Milan.

ZLATAN - Добро јутро господине Андреини. Ти треба нешто?

Dobro jutro gospodine Andreini. Ti treba nešto?

IO - Buongiorno anche a Lei, Zlatan. Sì! Mi serve qualcosa, ma preferirei parlarne con la Dirigenza. Le dispiace SPOSTARSI?

ZLATAN - Spostarmi? Ha detto: Spostarmi?

IO - Sì.

MILAN - Se l’avete spostato allora è RIGORE per noi!

IO - Ecco! Adesso vi riconosco! 

IO - Vi ricordate che fra pochi giorni CADE il trentunesimo anniversario.

MILAN - Chi cade?

IO - Cosa, caso mai! E, comunque, è l’anniversario della Rimessa Laterale.

MILAN - Se cade, allora è RIGORE per noi!

IO - Non vi sembra di esagerare?

MILAN - No! Pioli ha detto che è normale, perché noi entriamo in area.

IO - Sì, certo! Perché noi TIRIAMO da metà campo!

MILAN - Dunque tirate! La maglia, di sicuro! RIGORE per noi!

IO - Basta! State facendo di tutto per non ENTRARE nel merito della questione!

MILAN - Ha detto entrare? Sulle caviglie, è ovvio. RIGORE per noi!

IO - Comincio ad innervosirmi. Insisto per mettere MANO al risarcimento che ci dovere per il furto di 31 anni fa.

MILAN - Ecco! Mano! RIGORE per noi!

IO - Siete ridicoli! Il mondo cambia, anche Trump è CADUTO e voi insistete a fare finta di nulla!

MILAN - Trump è caduto?

IO - Sì!

MILAN - RIGORE per noi!

IO - Ne ho abbastanza! Adesso parlo io di rigori: il Primo, quello infame, che l’Omuncolo di Travagliato, con il suo Braccio Paralizzato verso l’alto, avrebbe dovuto sbagliare, se fosse stato dotato di onore oltre che di garretti, ed il secondo, quello di Pasadena, che avrebbe, invece, dovuto, segnare.

L’errata interpretazione nell’esecuzione dei due rappresenta, plasticamente, la dicotomia che affligge il genere umano fra i suoi opposti, bene e male, giusto e sbagliato, e così via.

Ma cosa ve lo dico a fare.

Per voi, si riduce tutti ai fari di Marsiglia non facevano abbastanza luce.

Brancaleone da Norcia vi definirebbe: Homini da Poco.

SMM

Mauro Andreini

P.S. Zlatan says: DPCM. Due Penalty Chiede Milan.


venerdì 24 luglio 2020

Ehi Lassù, c'è qualcuno?

Egregio Signor Milan.

Cose dei nostri giorni.

Riprendo, nel seguito, la gustosa interlocuzione che io e voi avremmo avuto, se vi fosse, appunto, interlocuzione fra noi.

La cosa, in realtà, non avviene, per manifesta incapacità, da parte vostra, di argomentare ragioni al di là di un timido e banale balbettio.

Per semplicità di lettura:

M: Mauro, cioè Io, in rappresentanza di me stesso e delle ragioni Orobiche.

L: Ladri, cioè Voi. Non potendo usare M, per Milan, visto che M sono io, e trovando L più congeniale alle vostre tendenze.

Il tutto si sarebbe svolto così:

L: Oooooooooooooooooohhhhhhh lassù!

M: Non sento.

L: Ooooohh. Aiuto! Mi sentite?

M: Sento malissimo. Ma chi siete?

L. Il Milan.

M: Chi?

L. Il Milan AC. Quello che era di Berlusconi.

M. Ah! Mi pare di ricordare. Ma cosa ci fate lì sotto?

L: Siamo sprofondati in Inverno a -15, ma dopo che ci avete rifilato 5 pappine siamo finiti così in basso che, scavando, siamo arrivati negli USA, dove abbiamo ritrovato un Antico Totem Svedese. L’abbiamo dissotterrato, ripulito e ci siamo saliti sopra. Adesso va meglio, si muove solo con un transpallet ma vediamo un po’ di Europa League.

M: Interessante. Non occupandoci di calcio minore, vi avevamo visto uscire dal radar, però è bello sapere che esistete ancora. Pensavo vi foste trasferiti a Monza.

L: No, No. A Monza sono andati i vecchi Capi della Cosca di Via Turati. Noi ora abbiamo nuovi Capi Bastone. Ammerigani del Mandamento di Elliott.

M: Ma dove giocate? Noi siamo stati 4 volte a San Siro e non vi abbiamo visto.

L: Ecco! Appunto! La nostra dimensione Europea e la nostra vocazione per i grandi palcoscenici ci impongono di ambire alla Champions League. Voi che la fate e la farete anche l’anno prossimo, potreste spiegarci come si fa?

M: Pagando?

L: Beh… Si. Anche pagando. Se proprio dobbiamo…

M: Purtroppo si. Sarebbero 55 Miliardi di Lire.

L: E la Maddonna!!! Non è un po’ caro?

M: Sono gli stessi soldi che ci avete chiesto per Pigiamino Comandini. Comunque, chiedete all’Inter, se preferite.

L: No grazie. Non si fidano di noi.

M: Chissà perché…

L: Ok. Allora vi mandiamo su i soldi?

M: Ok mandate. Vi caliamo una corda. Ci vorrà un po’, siete 15 punti sotto.

L: Ma voi cosa ci restituite?

M: Un foglio con le istruzioni per eccellere in Italia e in Europa:

L: Ah, ottimo.

M: Mandati?

L: Lo stiamo facendo, ma, mi raccomando, rimandateci le istruzioni, che Elliott ha fretta.

M: Tranquilli.

L: Mandati!

M: ……..

L: Ricevuti?

L: Ricevuti??

L: Ci restituitele Istruzioni?

L: Allora?.............

L: Ma non ci mandate niente?

M: No!

L: Perché?

M: Chiedete a Galliani. Noi aspettiamo una rimessa laterale da 30 anni. Aspetterete anche voi.

L: Ma vi sembra il modo di comportarvi?

M: Siamo una Grande ormai. Abbiamo imparato da voi.

 

SMM Sempre Milan M****

 

 


domenica 3 aprile 2016

Gutta Cavat Lapidem Milanensis - Mauro chiama Ladran del 3 aprile 2016


Gutta Cavat Lapidem Milanensis





Egregio signor Milan.

Ce la farò.

Come goccia che perfora la roccia, così io, lo dichiaro, avrò ragione di voi.

Ieri sera, vigilia del periodico incontro con voi, immaginandovi allineati oltre il vetro con il numero di matricola bene in vista, mi sono accorto, parlando con amici, che non avevo un tema specifico a supporto delle mie richieste.

Ero come prosciugato, spossato, demotivato, se volete. Per la prima volta ho temuto poteste vincere voi.

Poi, però…. NO!

Tenendo concione agli astanti con la lettura delle mie precedenti ho capito perché non mollerò mai: i loro occhi si vestivano di luce nuova.

Decenni di soprusi perdevano di consistenza nei loro animi sopiti, un motivo di riscatto e ribellione li rendeva invincibili.

Di più, non vedevano l’ora di incontrare un milanista, per irriderlo, per trattare i suoi Trofei, idoli inconsistenti, come ferri vecchi, buoni per qualunque altoforno bresciano.

Nel salotto buono meneghino sparivano dietro drappi i falsi motivi di orgoglio, sostituiti dalla calce del dischetto del rigore e delle rimesse laterali.

Vanagloria appesa all’anelito dell’oblio spazzata in un amen da ardimentosi portatori della memoria.

We will never forget, sappiatelo!

E forget, non è la forchetta.

Vi bracco.

E non è un cane.

Mauro Andreini

sabato 7 novembre 2015

Atalanta - Ladran 7 novembre 2015

Egregio signor Milan.
Mi dica lei se, svoltato l’angolo dei 50 inverni, mi devo accorgere che per il 50% della mia esistenza la vostra smisurata supponenza e protervia si appende a me come un gatto spaventato alla schiena dell’aggressore.
Un dolce sabato di novembre, mite e colorato, che la vostra cromia in nero e di rosso viene a guastare, provoca in me il rimembrare di un gennaio del secolo scorso, uggioso e presago forse degli eventi.
Li, in quel posto e in quel preciso momento, avete scritto pagine di infamia, ed uso il plurale perché esse sono plurime e diverse.
Avete inaugurato la stagione delle parole vane, delle grandi parabole che ricoprono il nulla.
Con la seconda Repubblica avete generato la seconda Refurtiva. 
Il bottino ancora luccica nella vostra grotta eppure non obliato da tutti coloro che serbano senno e discernimento.
Noi, perché ormai posso dire di non essere più solo, non dimentichiamo.
Noi, il vostro Capitan Puerile, che, durante la rincorsa, teme di essere braccato dall’ufficio indagini in caso di errore, lo lasciamo al vostro Pantheon di Eroi Fasulli.
Di ciance e proclami gloriatevi Voi.
Noi, come sempre concreti, soli al mondo riusciamo a zittire le vostre Coppe dei Campioni, ferraccio inutile, semplicemente citando una data.
I vostri titoli, che definirei “di coda”, si frantumano, ancora mentre vengono pronunciati, quando l’orobico che li fronteggia pronuncia queste semplici parole: “si, ma la rimessa laterale?”.
Grazie Franco! Grazie Arrigo!
La mia vita prima del 24 gennaio 1990 era scandita dal 9 a 3.
Dopo questa data sono io che scandisco Voi.
Anche per me siete la squadra più titolata del mondo, ma divergo i titoli, quando essi non siano, in effetti, epiteti.
Non rendetecela mai, vi prego!
Rimanete incatenati al bottino, come Prometeo alla rupe del Caucaso, mentre un’aquila nerazzurra vi mangia le carni.
Avete il privilegio di non capire, che vi garantisce una beata esistenza, mentre tutto intorno a voi genti dotate di comprendonio vi compatiscono.
Ma non siete stanchi di pacche sulle spalle?
Io non certo, di darvele.

Siete solo chiacchiere e distintivo.

Mauro Andreini

sabato 4 gennaio 2014

Milan - Atalanta 6 gennaio 2014


Egregio Signor Milan.

Buon Anno, ammesso che il mese di gennaio possa considerarsi di buon auspicio, cosa che non è.

Infatti, mentre per voi rappresenta l’occasione di riparare i danni della campagna acquisti estiva, per me coincide con la luttuosa processione intellettuale che si arresta il 24, dinanzi alle immagini di Baresi che insacca il rigore ignominioso.

Qui sono costretto a differenziare il testo, poiché, mentre io, tetragono, rimango lo stesso, voi Gattopardescamente mutate.

Per mettermi in difficoltà, infatti, vi siete inventati i due Amministratori Delegati.

Bella trovata!

Pensionate Galliani, memoria storica scomoda, e lo sostituite con una ragazzina che ai tempi aveva 6 anni.

Per fortuna ci sono io.

Ecco la missiva per Galliani.

Caro Adriano.

Stia attento, le vogliono chiudere la bocca. Lei sa troppe cose, anzi ne è stato testimone oculare quando non parte attiva.

Lei ha i giorni contati.

Dopo le dimissioni previste in aprile, probabilmente, immaginava un futuro di panchine ai giardinetti, opinioni sui lavori stradali, tornei di scala 40 e spese al discount con la social-card.

Non sarà così.

Appena spenti i riflettori, un incidente o una malattia improvvisa, magari provocata da ingestione di Polonio 210, la porterà via.

Lei comprenderà l’assoluta ineluttabilità dei fatti prossimi venturi e così tutta la sequenza di eventi, da allora ad oggi, le parrà più chiara dopo questa mia.

Lei c’era, lei assistette, lei avallò, lei abbozzò.

Pertanto, lei deve sparire, come lacrime nella pioggia.

Sangue su sangue non macchia, va subito via.

Io non gioirò per questo, non verrò a spargere polenta sulla sua lapide. Pregherò per la sua anima corrotta, sapendo che la giustizia divina, al contrario di quella umana, la giudicherà equamente.

Purtroppo per lei, se i bilanci truccati, gli stipendi in nero, gli arbitri addomesticati ed i diritti TV usurpati godranno anche li di un occhio benevolo, i fatti del 24 gennaio 1990 no. Quelli, afferenti l’etica e la morale, le varranno la dannazione eterna, in un girone appositamente creato per lei.

Un girone, all’italiana, di andata e ritorno, dove, a riflettori spenti come a Marsiglia, ruberete rimesse laterali a ripetizione, ed, a ripetizione, vi concederanno rigori che il portiere del Liverpool parerà uno dietro l’altro.

Riposi in pace.

Mauro Andreini.

Ora la missiva per Barbara Berlusconi.

Cara B.B.

Non cominci a dire che lei all’epoca aveva 6 anni, che è nata in Svizzera, che Pato non era ancora nato e che il 6 gennaio è la sua festa.

La carica che ha assunto, se la manleva dagli effetti penali per gli atti commessi dai suoi predecessori, mantiene validi quelli civili.

Oltre tutto, lei ufficialmente, si occupa di marketing ed è in tale veste che io mi rivolgo a lei.

Compia la più grande azione di promozione del brand mai immaginata.

Disponga il roll-back della partita. Convochi i superstiti o gli eredi, giocatori e pubblico, per il remake del match. Una fiction nella location che preferisce, magari all’Hollywood, con tantissime guest-star, in una jam etico sportiva, con cui annunciare il nuovo corso del nuovo Milan.

Immagini il feedback.

Interisti che diventano milanisti, milanisti che ritornano milanisti, comunisti che diventano liberisti.

Una vera rivoluzione.

Tuttavia, non mi illudo.

Lei farà finta di niente, contando sull’omertà dei collaboratori e la prematura scomparsa di Galliani, uno che la sapeva lunga.

Non cominci a dire che Galliani è ancora vivo e lotta insieme a noi.

Sappiamo entrambi che ormai conta meno di Dudù.

Ci sentiremo molte altre volte.

Mauro Andreini