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sabato 23 gennaio 2021

CADE il Trentunesimo Anniversario. Rigore per il Milan!

IO - Egregio Signor Milan.

ZLATAN - Добро јутро господине Андреини. Ти треба нешто?

Dobro jutro gospodine Andreini. Ti treba nešto?

IO - Buongiorno anche a Lei, Zlatan. Sì! Mi serve qualcosa, ma preferirei parlarne con la Dirigenza. Le dispiace SPOSTARSI?

ZLATAN - Spostarmi? Ha detto: Spostarmi?

IO - Sì.

MILAN - Se l’avete spostato allora è RIGORE per noi!

IO - Ecco! Adesso vi riconosco! 

IO - Vi ricordate che fra pochi giorni CADE il trentunesimo anniversario.

MILAN - Chi cade?

IO - Cosa, caso mai! E, comunque, è l’anniversario della Rimessa Laterale.

MILAN - Se cade, allora è RIGORE per noi!

IO - Non vi sembra di esagerare?

MILAN - No! Pioli ha detto che è normale, perché noi entriamo in area.

IO - Sì, certo! Perché noi TIRIAMO da metà campo!

MILAN - Dunque tirate! La maglia, di sicuro! RIGORE per noi!

IO - Basta! State facendo di tutto per non ENTRARE nel merito della questione!

MILAN - Ha detto entrare? Sulle caviglie, è ovvio. RIGORE per noi!

IO - Comincio ad innervosirmi. Insisto per mettere MANO al risarcimento che ci dovere per il furto di 31 anni fa.

MILAN - Ecco! Mano! RIGORE per noi!

IO - Siete ridicoli! Il mondo cambia, anche Trump è CADUTO e voi insistete a fare finta di nulla!

MILAN - Trump è caduto?

IO - Sì!

MILAN - RIGORE per noi!

IO - Ne ho abbastanza! Adesso parlo io di rigori: il Primo, quello infame, che l’Omuncolo di Travagliato, con il suo Braccio Paralizzato verso l’alto, avrebbe dovuto sbagliare, se fosse stato dotato di onore oltre che di garretti, ed il secondo, quello di Pasadena, che avrebbe, invece, dovuto, segnare.

L’errata interpretazione nell’esecuzione dei due rappresenta, plasticamente, la dicotomia che affligge il genere umano fra i suoi opposti, bene e male, giusto e sbagliato, e così via.

Ma cosa ve lo dico a fare.

Per voi, si riduce tutti ai fari di Marsiglia non facevano abbastanza luce.

Brancaleone da Norcia vi definirebbe: Homini da Poco.

SMM

Mauro Andreini

P.S. Zlatan says: DPCM. Due Penalty Chiede Milan.


venerdì 24 luglio 2020

Ehi Lassù, c'è qualcuno?

Egregio Signor Milan.

Cose dei nostri giorni.

Riprendo, nel seguito, la gustosa interlocuzione che io e voi avremmo avuto, se vi fosse, appunto, interlocuzione fra noi.

La cosa, in realtà, non avviene, per manifesta incapacità, da parte vostra, di argomentare ragioni al di là di un timido e banale balbettio.

Per semplicità di lettura:

M: Mauro, cioè Io, in rappresentanza di me stesso e delle ragioni Orobiche.

L: Ladri, cioè Voi. Non potendo usare M, per Milan, visto che M sono io, e trovando L più congeniale alle vostre tendenze.

Il tutto si sarebbe svolto così:

L: Oooooooooooooooooohhhhhhh lassù!

M: Non sento.

L: Ooooohh. Aiuto! Mi sentite?

M: Sento malissimo. Ma chi siete?

L. Il Milan.

M: Chi?

L. Il Milan AC. Quello che era di Berlusconi.

M. Ah! Mi pare di ricordare. Ma cosa ci fate lì sotto?

L: Siamo sprofondati in Inverno a -15, ma dopo che ci avete rifilato 5 pappine siamo finiti così in basso che, scavando, siamo arrivati negli USA, dove abbiamo ritrovato un Antico Totem Svedese. L’abbiamo dissotterrato, ripulito e ci siamo saliti sopra. Adesso va meglio, si muove solo con un transpallet ma vediamo un po’ di Europa League.

M: Interessante. Non occupandoci di calcio minore, vi avevamo visto uscire dal radar, però è bello sapere che esistete ancora. Pensavo vi foste trasferiti a Monza.

L: No, No. A Monza sono andati i vecchi Capi della Cosca di Via Turati. Noi ora abbiamo nuovi Capi Bastone. Ammerigani del Mandamento di Elliott.

M: Ma dove giocate? Noi siamo stati 4 volte a San Siro e non vi abbiamo visto.

L: Ecco! Appunto! La nostra dimensione Europea e la nostra vocazione per i grandi palcoscenici ci impongono di ambire alla Champions League. Voi che la fate e la farete anche l’anno prossimo, potreste spiegarci come si fa?

M: Pagando?

L: Beh… Si. Anche pagando. Se proprio dobbiamo…

M: Purtroppo si. Sarebbero 55 Miliardi di Lire.

L: E la Maddonna!!! Non è un po’ caro?

M: Sono gli stessi soldi che ci avete chiesto per Pigiamino Comandini. Comunque, chiedete all’Inter, se preferite.

L: No grazie. Non si fidano di noi.

M: Chissà perché…

L: Ok. Allora vi mandiamo su i soldi?

M: Ok mandate. Vi caliamo una corda. Ci vorrà un po’, siete 15 punti sotto.

L: Ma voi cosa ci restituite?

M: Un foglio con le istruzioni per eccellere in Italia e in Europa:

L: Ah, ottimo.

M: Mandati?

L: Lo stiamo facendo, ma, mi raccomando, rimandateci le istruzioni, che Elliott ha fretta.

M: Tranquilli.

L: Mandati!

M: ……..

L: Ricevuti?

L: Ricevuti??

L: Ci restituitele Istruzioni?

L: Allora?.............

L: Ma non ci mandate niente?

M: No!

L: Perché?

M: Chiedete a Galliani. Noi aspettiamo una rimessa laterale da 30 anni. Aspetterete anche voi.

L: Ma vi sembra il modo di comportarvi?

M: Siamo una Grande ormai. Abbiamo imparato da voi.

 

SMM Sempre Milan M****

 

 


domenica 3 aprile 2016

Gutta Cavat Lapidem Milanensis - Mauro chiama Ladran del 3 aprile 2016


Gutta Cavat Lapidem Milanensis





Egregio signor Milan.

Ce la farò.

Come goccia che perfora la roccia, così io, lo dichiaro, avrò ragione di voi.

Ieri sera, vigilia del periodico incontro con voi, immaginandovi allineati oltre il vetro con il numero di matricola bene in vista, mi sono accorto, parlando con amici, che non avevo un tema specifico a supporto delle mie richieste.

Ero come prosciugato, spossato, demotivato, se volete. Per la prima volta ho temuto poteste vincere voi.

Poi, però…. NO!

Tenendo concione agli astanti con la lettura delle mie precedenti ho capito perché non mollerò mai: i loro occhi si vestivano di luce nuova.

Decenni di soprusi perdevano di consistenza nei loro animi sopiti, un motivo di riscatto e ribellione li rendeva invincibili.

Di più, non vedevano l’ora di incontrare un milanista, per irriderlo, per trattare i suoi Trofei, idoli inconsistenti, come ferri vecchi, buoni per qualunque altoforno bresciano.

Nel salotto buono meneghino sparivano dietro drappi i falsi motivi di orgoglio, sostituiti dalla calce del dischetto del rigore e delle rimesse laterali.

Vanagloria appesa all’anelito dell’oblio spazzata in un amen da ardimentosi portatori della memoria.

We will never forget, sappiatelo!

E forget, non è la forchetta.

Vi bracco.

E non è un cane.

Mauro Andreini

sabato 7 novembre 2015

Atalanta - Ladran 7 novembre 2015

Egregio signor Milan.
Mi dica lei se, svoltato l’angolo dei 50 inverni, mi devo accorgere che per il 50% della mia esistenza la vostra smisurata supponenza e protervia si appende a me come un gatto spaventato alla schiena dell’aggressore.
Un dolce sabato di novembre, mite e colorato, che la vostra cromia in nero e di rosso viene a guastare, provoca in me il rimembrare di un gennaio del secolo scorso, uggioso e presago forse degli eventi.
Li, in quel posto e in quel preciso momento, avete scritto pagine di infamia, ed uso il plurale perché esse sono plurime e diverse.
Avete inaugurato la stagione delle parole vane, delle grandi parabole che ricoprono il nulla.
Con la seconda Repubblica avete generato la seconda Refurtiva. 
Il bottino ancora luccica nella vostra grotta eppure non obliato da tutti coloro che serbano senno e discernimento.
Noi, perché ormai posso dire di non essere più solo, non dimentichiamo.
Noi, il vostro Capitan Puerile, che, durante la rincorsa, teme di essere braccato dall’ufficio indagini in caso di errore, lo lasciamo al vostro Pantheon di Eroi Fasulli.
Di ciance e proclami gloriatevi Voi.
Noi, come sempre concreti, soli al mondo riusciamo a zittire le vostre Coppe dei Campioni, ferraccio inutile, semplicemente citando una data.
I vostri titoli, che definirei “di coda”, si frantumano, ancora mentre vengono pronunciati, quando l’orobico che li fronteggia pronuncia queste semplici parole: “si, ma la rimessa laterale?”.
Grazie Franco! Grazie Arrigo!
La mia vita prima del 24 gennaio 1990 era scandita dal 9 a 3.
Dopo questa data sono io che scandisco Voi.
Anche per me siete la squadra più titolata del mondo, ma divergo i titoli, quando essi non siano, in effetti, epiteti.
Non rendetecela mai, vi prego!
Rimanete incatenati al bottino, come Prometeo alla rupe del Caucaso, mentre un’aquila nerazzurra vi mangia le carni.
Avete il privilegio di non capire, che vi garantisce una beata esistenza, mentre tutto intorno a voi genti dotate di comprendonio vi compatiscono.
Ma non siete stanchi di pacche sulle spalle?
Io non certo, di darvele.

Siete solo chiacchiere e distintivo.

Mauro Andreini

sabato 4 gennaio 2014

Milan - Atalanta 6 gennaio 2014


Egregio Signor Milan.

Buon Anno, ammesso che il mese di gennaio possa considerarsi di buon auspicio, cosa che non è.

Infatti, mentre per voi rappresenta l’occasione di riparare i danni della campagna acquisti estiva, per me coincide con la luttuosa processione intellettuale che si arresta il 24, dinanzi alle immagini di Baresi che insacca il rigore ignominioso.

Qui sono costretto a differenziare il testo, poiché, mentre io, tetragono, rimango lo stesso, voi Gattopardescamente mutate.

Per mettermi in difficoltà, infatti, vi siete inventati i due Amministratori Delegati.

Bella trovata!

Pensionate Galliani, memoria storica scomoda, e lo sostituite con una ragazzina che ai tempi aveva 6 anni.

Per fortuna ci sono io.

Ecco la missiva per Galliani.

Caro Adriano.

Stia attento, le vogliono chiudere la bocca. Lei sa troppe cose, anzi ne è stato testimone oculare quando non parte attiva.

Lei ha i giorni contati.

Dopo le dimissioni previste in aprile, probabilmente, immaginava un futuro di panchine ai giardinetti, opinioni sui lavori stradali, tornei di scala 40 e spese al discount con la social-card.

Non sarà così.

Appena spenti i riflettori, un incidente o una malattia improvvisa, magari provocata da ingestione di Polonio 210, la porterà via.

Lei comprenderà l’assoluta ineluttabilità dei fatti prossimi venturi e così tutta la sequenza di eventi, da allora ad oggi, le parrà più chiara dopo questa mia.

Lei c’era, lei assistette, lei avallò, lei abbozzò.

Pertanto, lei deve sparire, come lacrime nella pioggia.

Sangue su sangue non macchia, va subito via.

Io non gioirò per questo, non verrò a spargere polenta sulla sua lapide. Pregherò per la sua anima corrotta, sapendo che la giustizia divina, al contrario di quella umana, la giudicherà equamente.

Purtroppo per lei, se i bilanci truccati, gli stipendi in nero, gli arbitri addomesticati ed i diritti TV usurpati godranno anche li di un occhio benevolo, i fatti del 24 gennaio 1990 no. Quelli, afferenti l’etica e la morale, le varranno la dannazione eterna, in un girone appositamente creato per lei.

Un girone, all’italiana, di andata e ritorno, dove, a riflettori spenti come a Marsiglia, ruberete rimesse laterali a ripetizione, ed, a ripetizione, vi concederanno rigori che il portiere del Liverpool parerà uno dietro l’altro.

Riposi in pace.

Mauro Andreini.

Ora la missiva per Barbara Berlusconi.

Cara B.B.

Non cominci a dire che lei all’epoca aveva 6 anni, che è nata in Svizzera, che Pato non era ancora nato e che il 6 gennaio è la sua festa.

La carica che ha assunto, se la manleva dagli effetti penali per gli atti commessi dai suoi predecessori, mantiene validi quelli civili.

Oltre tutto, lei ufficialmente, si occupa di marketing ed è in tale veste che io mi rivolgo a lei.

Compia la più grande azione di promozione del brand mai immaginata.

Disponga il roll-back della partita. Convochi i superstiti o gli eredi, giocatori e pubblico, per il remake del match. Una fiction nella location che preferisce, magari all’Hollywood, con tantissime guest-star, in una jam etico sportiva, con cui annunciare il nuovo corso del nuovo Milan.

Immagini il feedback.

Interisti che diventano milanisti, milanisti che ritornano milanisti, comunisti che diventano liberisti.

Una vera rivoluzione.

Tuttavia, non mi illudo.

Lei farà finta di niente, contando sull’omertà dei collaboratori e la prematura scomparsa di Galliani, uno che la sapeva lunga.

Non cominci a dire che Galliani è ancora vivo e lotta insieme a noi.

Sappiamo entrambi che ormai conta meno di Dudù.

Ci sentiremo molte altre volte.

Mauro Andreini

 

 

 

mercoledì 2 maggio 2012

Repetita adjuvant

Egregio Sig. Milan
A partire da oggi non vi trasmetterò più le mie missive mediante lettera, come ho fatto dal 90 al 95, o mail, dal 1996.
Perchè?
Forse mi sono stufato?
Neanche per sogno!
Perchè mi sono accorto che, da quando ho pubblicato alcune precedenti sul blog, ho avuto accessi da tutte le parti d'Italia ma, guarda un po' che caso, anche da server domiciliati a: Antigua, Lichtenstein, Montecarlo, Cayman e Mann.
E' chiaro che questi siete voi, Milanisti, domiciliati in Paradisi Fiscali.
Anche da li, credendovi invisibili, temete le mie missive, ma, ciò che è peggio, ne avvertite l'incombere.
Quindi, da oggi, questo è il luogo, questo è il tempo e questo il luogo.
Rispondetemi qui, se avete il coraggio!

Ma quale coraggio? Ma quale rispondere?

In 22 anni non lo avete mai fatto, probabilmente causa eccezioni di notifica o giurisdizione di Ghedini. Perchè dovreste farlo ora?

Lo sapete che il Furto di Rimessa Laterale (di seguito indicato come FURLA) e Pato hanno la stessa età?
No, non lo sapete. Per due motivi: il primo che tendete a rimuovere dall'hard-disk tutto quello che vi sfavorisce, il secondo che non è vero.
Infatti il FURLA è più giovane di un anno rispetto a Pato.
Quindi... Occhio! Appena lo saprà Barbara Berlusconi chiederà notizie di questo FURLA di 22 anni, lasciando partire Pato per il PSG.
Quando scoprirà che FURLA è una bella faccia tosta ma puzza di marcio se ne invaghirà e, dopo 12 mesi, al compimento dei 23, farà come Papà: prometterà di cederlo (Come Massaro), organizzerà un'amichevole riparatrice (Mai vista) e lascerà a Mastro Oblio il compito di negligerne la memoria.
Purtroppo per voi, ci sono Io, che, se la salute mi sorregge, sarò ancora qui nella prossima stagione a torarvi con le mie giuste rivendicazioni.
A proposito...
Nonostanmte Voi abbiate corrotto Doni, inducendolo a scommettere, per affibbiare alla Dea 6 punti di penalizzazione, tutto questo al solo scopo di non incrociare più il sottoscritto, avete fallito.
Con sommo gaudio vi annuncio che: SIAMO SALVI.
Con sommo gaudio chi preannuncio almeno due lettere da parte mia per la prossima stagione.

Direte che Salvi lo siete anche voi. Si rispondo, ma non da me e, come vi è solito, per intervenuta prescrizione.

Mentre sfumo e me ne vado, ribadisco che dovete rendere il maltolto, senza scuse quali il Gol di Muntari, pensando al quale, colgo l'occasione di salutarvi con la sinistra.

Mauro Andreini

P.S. Nei tag ho inserito anche Gol Muntari, così qualche gonzo abbocca

sabato 7 gennaio 2012

Per i 2 o 3 marziani che non fossero al corrente...

http://www.youtube.com/watch?v=4avOCX5PrXI

Atalanta - Milano 8 Febbraio 2012


Egregio Signor Milan.

Durante in vostro confortevole soggiorno a Dubai avrete notato, ai bordi del campo di allenamento, uno striscione con la seguente scritta:

لقد سرقت لك الجانب توش اتالانتا.

Naturalmente il vostro interprete prezzolato, a domanda, ve lo avrà tradotto come:

Dubai saluta i campioni del Milan che ci onorano della loro presenza.

Oppure:

Grazie Milan, Dubai è lieta di porgervi il suo benvenuto.

Sbagliato!

La traduzione corretta è:

Voi avete rubato una touche laterale all'Atalanta.

E indovinate chi dovete ringraziare per la scomoda pubblicità negativa nel Golfo Persico? Il sottoscritto.

Da 21 anni vi tallono come un funzionario di Equitalia per avere reso quanto ci appartiene, ma senza risultati.

Ogni tentativo è stato vano.

Per giunta, nell’imminenza dell’incontro avete soggiornato, guarda caso, all’estero, in un paese ove l’Italia non può chiedere l’estradizione di tangheri quali voi siete.

Da circa 5 anni ho cambiato metodo: parlare a suocera perché nuora intenda.

Mi spiego meglio. Ogni volta che incontro un tifoso milanista, generalmente tronfio e supponente per i risultati della sua squadra, gli ricordo l’episodio.

L’effetto è miracoloso. Con gli occhi che si abbassano spariscono le coppe e gli scudetti dai suoi pensieri.

Giustificazioni generiche e stentoree si intelligono nell’attacco di balbuzie che li assale.

Rossore e mani sudate accompagnano il fenomeno.

Non ne ho mai trovato uno che non fosse a conoscenza dell’accaduto.

Ecco dunque svelata la mia strategia: utilizzare il vostro popolo, incolpevole, per esercitare una moral suasion stile Giorgio Napolitano, per forzarvi a fare un passo indietro: restituirci una rimessa laterale qualsiasi nel prossimo incontro.

Cade anche questa volta in gennaio la repetita eppure, nonostante le mie 36 precedenti missive, anche questa volta farete orecchie da mercante.

Possibile che non avvertiate alcun rimorso? Alcuna resipiscenza? Alcun bisogno di espiare?

Prevengo eventuali vostre peregrine allusioni a fatti recenti connessi al nostro ex capitano, a pulpiti e prediche.

Sappiate che, nel nostro caso, al reato segue l’accusa, quindi l’incriminazione, la condanna, l’espiazione e la riabilitazione. Su questo viatico noi ci siamo incamminati.

Voi siete ancora fermi al reato.

Sono giovane, ci sentiremo ancora.

Mauro Andreini

Bergamo 7 gennaio 2012

Se aveste già bruciato le mie precedenti missive all’arrivo della Finanza, scambiandole per fatture, vi allego l’indirizzo del mio blog ove reperirne alcune: http://mauroandreini1965.blogspot.com/

giovedì 9 giugno 2011

Atalanta - Milan Ottobre 2009

Salve furbacchioni.

Ci risiamo. Passano gli anni, cadono i governi, ma voi, tetragoni, serrate sempre fra le mani il maltolto.

Avete spiegato agli investitori arabi, interessati al 40% dell’azienda, che acquisterebbero una quota di furto?

Lo sanno che diverrebbero dei ladri associati?

Si rendono conto che la Sharia impone il taglio delle mani ai borseggiatori?

Ora è tutto più chiaro, volete conservare almeno una delle estremità, sacrificando quella di Gheddafi.

Ma sarà tutto inutile.

Mi periterò di scrivere, in arabo, al vostro futuro partner che ,nella due diligence preliminare all’acquisto venga evidenziata la responsabilità esclusiva dell’attuale dirigenza sul furto di rimessa laterale commesso ai danni dell’Atalanta il 24 gennaio 1990.

A meno che, domenica, non compiate finalmente il Beau Geste di rendercela.

Sappiate che, in caso contrario, non vi darò tregua e, anche quando i superstiti Tassotti, Ramaccioni, Galliani e Papi non ci saranno più, io sarò ancora qui.

E i miei figli.

Ed i figli dei miei figli.

 Io sono come un elefante, corto di cervello e lungo di memoria, voi, invece, lesti di mano e corti di braccio.

Mauro Andreini

Bergamo

Atalanta - Milan Novembre 2007 Lettera ad un Milanista amico del Neno

Sbagliato, Signor Pellegrino.

Io leggo eccome, risiedendo nel leggere il primo participio della memoria. Il secondo si concretizza nello scrivere, a memento dei fatti, giacché le sinapsi del ricordo ci lasciano con la fine della vita e solo quello che ci diamo pena di vergare tramanda le cose così come le abbiamo viste.

Tutti gli errori presuppongono, nelle more, una maniera riparatoria, onorevole per quanto tardiva ed espiatoria. La rimozione del ricordo, per se stessi e per gli altri, equivale a menzogna e lo strabismo della memoria, che ricorda le Coppe e dimentica i Cali di Tensione, non può che sminuire il valore delle prime.

Avverto in lei le stigmate del disagio per la mia Crociata per la Verità e voglio tenderle la mano. Le fornirò una maniera di porvi fine: Scriva al Milan, da Milanista, perché rendano la rimessa. Si faccia animatore di un moto di autocoscienza. Colletti attorno a Lei il "Tedium Vitae" di altri che, come Lei, sono rosi da un tarlo che mai cessa di rosicarli.

In concreto, lo porti Lei il pallone, giacché forse in Via Turati temono che l'Atalanta se lo tenga. Per l'arbitro, come già illustrato in mie precedenti, quello lo porta Galliani.

Con stima e Cristiana compassione.

Mauro Andreini

P.S. Se proprio la vivesse male ed i rimedi di cui sopra non dovessero sortire effetti, potrebbe sempre diventare Atalantino. Senza costi di volture e non paga più il canone Mediaset.


Atalanta - Milan Gennaio 2008

Egregio signor Milan.

 Non tutti i mali vengono per nuocere e, in questo senso, il rinvio di novembre mi offre l’opportunità di reiterare le mie giuste pretese.

Capisco che avete capito, ma, repetita juvant. Inoltre, mi rimane sempre il dubbio che la squadra che ha inventato il turnover cambi continuamente gli addetti stampa, rendendo ogni mia nuova, appunto, come tale: nuova.

Uno dei pochi aspetti piacevoli del morbo di Alzheimer è che ogni giorno conosci persone nuove.
 
Ecco, voi siete la squadra con l’Alzheimer. Dimenticate istantaneamente tutto.

 Questo è il motivo per il quale vi sentite in obbligo di vincere le Coppe. Così vi lasciano una copia e quando la vedete in bacheca vi sovvenite del perché si trova lì.

Malauguratamente, i furti commessi non lasciano tracce, poiché la natura stessa del rubare presuppone la sparizione del maltolto che tecnicamente si definisce Corpo del Reato.

Ed ecco che qui entro in scena io. Come i Frati Benedettini che si salutano la mattina con la frase “Ricordati che devi morire, Fratello”, il sottoscritto, alla veglia di ogni incontro fra la Regina delle Provinciali e la Regina delle Appropriazioni Indebite, postula la causa della rimessa laterale furtata con destrezza e mai resa.

Domani cade il 18° avversario. L’Usucapione scatto dopo 20 anni, se non interrotta da contestazioni formali. Devo dunque mandarvi una raccomandata? E se non la ritirate, credendola una missiva della procura per i bilanci truccati? Non forzatemi a tanto! Restituite la rimessa e non ne parliamo più.

Tra l’altro, giusto ieri, su Libero, è comparso il seguente articolo, a firma di Giovanni Longoni, che da oggi è il mio Eroe:

Signori si nasce, ricchi si diventa», disse Cesare Prandelli dopo un'Atalanta-Milan di Coppa Italia giocata il 24 gennaio del 1990. I rossoneri, forse qualcuno ricorderà, passarono il turno con un rigore ottenuto in modo poco cavalleresco (non restituirono il pallone calciato fuori da Stromberg perché si potesse soccorrere Borgonovo infortunato). Prandelli, allora giocatore nerazzurro ma con un passato nella Vecchia Signora, voleva ricordare lo stile Juve alla giovane superpotenza calcistica, il Milan berlusconiano affamato di successi.”

 Vedete cosa succede? Che la gente ricorda e vi sfrutta come cattivo esempio.


Per il bene di tutti, fate ammenda e dite a Pato, che non era ancora nato (Rima involontaria ma gustosa) di portarsi sopra il Prato e rendere il corpo del Reato.

 Ora ve l’ho messa in Poesia.

 La prossima volta Canto.


Con stima affetto ammirazione rispetto considerazione… lasciamo stare.

Mauro Andreini




Atalanta - Milan Ottobre 2002

Da: Mauro Andreini Bonifiche Ambientali S.p.A.
[mandreini@bonifiche-ambientali.com]
Inviato: martedì 15 ottobre 2002 13.13
A: 'guastoni@milanchannel.com'
Cc: 'diabolik@diabolik.com'; 'arsenio.lupin@lupin.fr'
Oggetto: Ridatecela

Egregio sig. Guastoni

More solito, eccomi, con cadenza semestrale trasversa, a sollecitare il reso di quanto ratto ormai oltre 10 anni.

Stupito, lei si interrogherà sull'oggetto del mio preteso e, pertanto, vengo a rinnovarle lo stato dell'arte di un furto memorabile.

Borgonovo a terra in area di rigore viene posto in condizione di essere soccorso dal nobile gesto del Marisa (G.P. Stromberg), che spedisce in fallo laterale il pallone all'altezza del tabellone pubblicitario del "Latte di Suocera".

In quell'efferato momento le squadre sono sull'uno a zero per la Dea, in quell'istante qualificata in virtù del pareggio 1 a 1 estorto a Milano.

Qualificata ancora per poco.

Riavutosi il tapino, il molucchese Rijkaard invia il pallone da restituire ai nerazzurri non già, come d'uopo, in fallo di fondo, bensì in area di rigore ove l'ex infortunato, ratto come una folgore, se ne impossessa e minaccia la realizzazione.

L'esterefatta difesa, ferita nell'amor proprio, tramortita per l'affronto, basita per l'onta ed allibita per la disonestà non trova altra soluzione che atterrare il maramaldo.

La giacchetta nera, rossa di vergogna (e pertanto rossonera suo malgrado) concede la massima punizione fischiando con la destra e turandosi il naso con la sinistra.

E'  rigore!
A 3 minuti dalla fine!
Può essere la rete che qualificherà il Milan!
Ed è un furto!.

Ora, sig. Guastoni, se questo fosse un film, sarebbe l'attimo in cui arriva la cavalleria che sconfigge i cattivi e salva i buoni; invece è la realtà ed al posto della cavalleria arriva Franco Baresi, scuro in volto, pallone sottobraccio che, carismatico, lo pone sul dischetto e..........

Ecco, Il sig. Franco Baresi, quel pallone in cuoio, in quel momento, avrebbe potuto farlo diventare d'oro.

Si immagini la scena : Stadio urlante, Pallone in tribuna, Baresi che dice ai compagni "è giusto così", pubblico in delirio, Pallone d'oro consegnato direttamente a Travagliato con DHL e Berlusconi Presidente del Consiglio con
5 anni di anticipo.

Invece..

Invece Stadio urlante, Pallone nel sacco, Baresi che dice ai giornali "a me mi paga il Milan", pubblico nauseato, Pallone d'oro a Sammer e Berlusconi certamente inviperito ma impotente.

Ora, a parte che "a me mi" non si dice, le pare un comportamento da squadra stellare, da modello di etica?

A me mi pare, per dirla con Baresi, un comportamento da malfattori, per nulla resipiscenti a posteriori.

Segnalo che se la società propriamente detta non può forse essere accusata direttamente dell'appropriazione indebita operata dai giocatori, è perlomeno passibile del reato di ricettazione, avendo scientemente profittato del bene denominato "semifinale", rubato, per accedere al bene "finale", altrimenti inaccessibile.

Taccio, per motivi di clemenza, la storiografia di stampo sovietico che ha cancellato la memoria dei fatti, aprendo, al contrario, un possibile spiraglio alla ricomposizione del contenzioso:

Domenica ridateci la prima rimessa laterale dell'incontro.

Cosa vi costa?

Avete paura che non vi restituiamo più il pallone?


Facciamo così, allora: il pallone lo porto io, voi portate l'arbitro.



Con il minimo di stima concesso dall'educazione, porgo la dose appena sufficiente di saluti.

Mauro Andreini



La presente è trasmessa per conoscenza a: Diabolik e Arsenio Lupin


Atalanta - Milan Novembre 2007

Da: Mauro Andreini [mauro.andreini@virgilio.it]
Inviato: giovedì 8 novembre 2007 11.21
A: 'A.C. Milan'
Cc: 'cverdelli@gazzetta.it'; 'redazioneweb@eco.bg.it'; 'direttoreweb@ilgiornale.it'; 
'redazione@libero-news.eu'; 'redmi@ilmanifesto.it'; 'societa@liberazione.it'; 
'sport@unita.it'
Oggetto: Egregio Signor Milan



Egregio Signor. Milan
Memento mori
Il 24 gennaio 1990, nel mondo succedeva questo:
2) Il Ministro De Lorenzo firmava un DM su “Identificazione delle classi di patologia e delle 
prestazioni fruibili presso centri di altissima specializzazione”
3) Il Cremlino ritira l'armata rossa da Baku ...
4) Mauro Andreini incomincia a soffrire di manie persecutorie compulsive ed ossessive 
da furto
Come avrete notato, manca il numero 1), che lascio alla penna di Gianni Mura nel suo scritto 
coevo, che segue:
"Come calpestare un'idea": 
 
AVANTI di questo passo, va a finire che i mercoledì offrono più discussioni delle domeniche. La 
gomitata di Cervone a Serena, molto stupida e goffamente smentita dal portiere (ma che senso 
ha smentire quando si sa che c' è la tv?) passa in secondo piano, visto che il sorteggio manda 
avanti la Roma. I danni prodotti da Cervone sono limitati, semmai spetta a Radice insegnargli 
qualcosa sul piano del comportamente (idem Trapattoni con Berti). 
Più crudele, da qualunque parte la si osservi, è la qualificazione del Milan ai danni (in tutti i sensi) 
dell' Atalanta. E' una questione di immagine, più che di risultato. Coinvolge una squadra, il Milan, 
che all' immagine tiene molto e più volte ha dimostrato di onorarla, in Italia e all' estero. Scrivo 
queste cose sapendo benissimo che nel calcio si può sostenere tutto e il contrario di tutto. 
Aspetto che qualcuno dia dell' imbecille a Stromberg ed esalti, in un paese innamorato del 
cinismo (non è un caso se il personaggio più popolare è Alberto Sordi), la freddezza di Baresi nel 
tirare un rigore giustissimo ma ingiusto. Già si sta facendo strada l' etichetta di regalo accettato in 
contrapposizione a quella più pesante di furto o scippo che dir si voglia.  
A me sembra che, una volta tanto, si possa ripescare una frase dai ricordi di scuola: summum 
ius, summa iniuria. Nessuno discute l' esistenza del fallo da rigore. Baresi aveva il diritto di tirarlo. 
E il dovere di tirarlo fuori. Ha fatto la prima cosa, non la seconda, e secondo me ha sbagliato. 
SCRIVO queste cose sapendo benissimo che in Italia, e nel calcio italiano, è meglio rubare che 
passare per moralisti, strana pattuglia in cui sono gli altri ad arruolarti. Per conto mio, Glenn 
Stromberg (nome poco italiano, in verità) merita una medaglia e il Milan merita una riprovazione 
molto pesante, che non tutti, per svariati motivi, si sentono di emettere. Dalla mia parte, che è 
quella di Stromberg e di tutta l' Atalanta, non c' è solitudine. C' è un fondo del direttore della 
Gazzetta che usa, anche nel titolo, il non lieve sostantivo cafonata. Nel linguaggio corrente, 
cafonata è una mancanza d' educazione (sportiva, nel caso), mentre il Milan, secondo me, ha 
mancato di lealtà.  
Rivediamo la scena. Mancano due minuti alla fine, Borgonovo è a terra nell' area bergamasca, 
Stromberg butta fuori il pallone volontariamente. Rijkaard effettua la rimessa laterale su Massaro, 
che rovescia in area, Borgonovo scatta e Barcella lo atterra. Rigore. Vedendo e rivedendo, due 
cose appaiono certe: la buona volontà di Stromberg (così sicuro di avere di ritorno il pallone da 
non cercare nemmeno la battuta lunga, lontano dall' area) e una relativa buona fede (la malafede 
non è dimostrabile) dei giocatori milanisti coinvolti nell' azione del pareggio. Rijkaard potrebbe 
lanciare con le mani oltre la linea di fondo, o passare a Stromberg, o a un giocatore dell' Atalanta. 
Invece serve Massaro, pensando che sia Massaro a buttare fuori la palla. E Massaro rovescia 
verso l' area, un po' alla carlona, con l' aria di dire fate voi. Il primo a fare è Borgonovo, il sinistrato 
improvvisamente guarito, che stando a terra, prima, non aveva potuto vedere né tantomeno 
apprezzare il gesto di Stromberg. Il rigore, che l' arbitro non può fare a meno di fischiare, è la 
conseguenza logica di tre comportamenti imprevisti.  
Fin qui, l' Atalanta ha tutte le ragioni, ma il Milan non ha tutti i torti. I torti del Milan cominciano col 
rigore. Prima, si può credere o meno a Rijkaard, Massaro e Borgonovo. Può anche esserci stata 
una disgraziata catena di equivoci, oppure Massaro è un mostro a fare assist così con le spalle 
girate alla porta. Capisco anche le reazioni dell' Atalanta 2 (non c' era solo il Milan 2, diciamolo), e 
del suo presidente Bortolotti, così ansioso mercoledì di leggere i commenti dei giornali che per 
tre giorni avevano fatto la predica al pubblico di Bergamo. Bortolotti, adesso è contento? Finché 
un giornale è libero, o pensa di esserlo, non è al servizio del Milan né dell' Atalanta né di nessuna 
squadra, se rimaniamo nel calcio. Quanto a parte del pubblico di Bergamo, da non confondere 
con la squadra, mercoledì se l' è presa con Rijkaard per il colore della pelle: volete che vi diamo 
una medaglia? C' è il rigore. Baresi lo tira stranamente bene, di interno destro, e spiazza Ferron. 
Ingiustizia è fatta. Che a molti, in assoluto, piaccia di più vincere da barboni che 
perdere da signori è un fatto scontato. Siamo così abituati a sentir dire che conta solo il 
risultato. Ma io mi dichiaro deluso da Baresi, nella circostanza, dal capitano del Milan, dalla roccia, 
dal personaggio più amato dai giovani italiani secondo un recente sondaggio (davanti a Pertini e 
Arbore) e deluso da Arrigo Sacchi, allenatore che ha un suo spessore morale, uno che ci crede, 
non che ci marcia. Ammetto che Baresi non poteva prendersi da solo la responsabilità di 
sbagliare apposta il rigore (ma fino a un certo punto, altrimenti a cosa serve diventare come lui, 
avere il suo carisma?) e dico che un educatore doveva farsi sentire dalla panchina e dare 
disposizioni precise. Per essere quello che è, per non essere giudicato, anche 
ingenerosamente, solo un tecnico come gli altri, uno che mira solo a passare il turno.  
QUESTO non è stato fatto. Peccato, non solo per il Milan ma per il calcio italiano. Adesso 
vediamo se cala la percentuale di chi butta fuori il pallone per consentire i soccorsi a un 
avversario. Peccato anche per il Milan, a livello di immagine gli sarebbe stata molto più utile un' 
eliminazione a testa alta di una promozione a testa bassa. La voce della società (Ramaccioni) 
notifica che sbagliare apposta un rigore si può configurare come illecito sportivo. Su, non 
facciamo ridere, non c' erano schedine da alterare, c' era solo da decidere, lì sul campo, se 
meritava d' andare avanti il Milan o l' Atalanta. E da decidere, da oggi in poi, quanto valga un calcio 
stellare se non è capace di un bel gesto, di un segno di civiltà, ma sa solo nascondere il cuore 
dietro il totem del risultato.
Attiro la vostra distratta attenzione sulla frase” Che a molti, in assoluto, piaccia di più 
vincere da barboni che perdere da signori è un fatto scontato”nella quale vi specchiate 
da 17 anni, ad onta delle mie reiterate richieste.
Ma voi non siete quelli che vanno a Marsiglia con l’elettricista?
Ma voi non siete quelli che svengono se li accarezzi?
Probabilmente è un vizio e visto che l’ozio ne è padre, ad esso imputo la vostra inerzia nel 
rendere il maltolto.
Ma come potete vivere con una simile oppressione all’addome e come potete addormentarvi, 
guardare i vostri figli, fare la comunione et similia senza che il rimorso e l’onta vi compulsino 
l’animo?
Dall’inizio del campionato l’Atalanta ha avuto 6 rigori a favore ed 1 contro, dei 6 2 erano inventati 
ed io vivo male. Vivo male perché mi sento possessore di qualcosa che non è mio, che non mi 
pertiene, che è di altri e che dovrei rendere. 100 anni di esperienza mi inducono a pensare che 
la barra verrà presto riequilibrata verso i 13 rigori contro della scorsa stagione ma questo non mi 
impedisce di provare compassione per voi. Perché quello che io provo da 2 mesi voi lo vivete da 
108 anni e da 17 in maniera disumana.
Liberatevi e liberatemi almeno dall’incubo della rimessa laterale, espiate rendendocene una, 
insignificante ed a metà campo domenica prossima, fatene un evento mediatico come Giovanni 
Paolo II che ha chiesto perdono a tutti quelli che ha incontrato in 30 anni di Pontificato.
Voi che vincete le Coppe con le Orecchie Grandi, liberatevi di quella con il naso  lungo.
Hic Rodus Hic Salta, siete di fronte al redde rationem che il destino vi ripropone per l’ennesima 
volta, rendete quella maledetta rimessa e le anime dei malfattori che hanno perpetrato il gesto 
efferato usciranno dal purgatorio dove stanno da 17 anni.
Al limite fate la rimessa laterale con il Pallone d’Oro, così rotola di meno e se lo calciamo ci 
facciamo male, senza dimenticare di svegliare Dida prima di farlo.
Sicuro di non avere risposta, come alle 17 mie precedenti, in attesa di assistere a vostre  gesta 
future analoghe alle citate, scevro di stima a voi afferibile, chiudo.

Mauro Andreini

P.S. A proposito del Pallone d’Oro, perché non richiedete un modello con due braccia 
attaccate?
P.S. 2 A proposito delle monete commemorative della Gazzetta, devo essermi perso quella di 
Marsiglia e quella della Rimessa Laterale; ne avete per caso due copie che vi avanzano? 
P.S. 3 Nel caso aveste respinto le mie precedenti, credendole Avvisi di Garanzia per la 
questione Bilanci Truccati, potete, anonimamente, averne copia al seguente indirizzo: 
http://mio.discoremoto.alice.it/mauro.andreini/




Atalanta - Milan Marzo 2005 parte 2

Da: Mauro Andreini [mauro.andreini@virgilio.it]
Inviato: venerdì 4 marzo 2005 11.50
A: info@atalanta.it
Oggetto: Messaggio inviato al Milan

Egregio Signor Milan

Domani si rinnova, per la ventiquattresima volta, il genetliaco dell’appropriazione indebita di cui foste autori al Brumana.

Quest’anno, poi, la beffa avrebbe dovuto essere amplificata dalla presenza, in campo avverso, di uno dei protagonisti: il sindacalista dei giocatori e di se stesso Demetrio Alberini.

Piccolo inciso su “Demetrio”: Il nome doveva allertarci essendo stato il suo epitomo protagonista di lotte fratricide in Polonia per circa 2 secoli, in cui falsi Demetrio si manifestavano a rivendicare la corona. Demetrio ed i falsi Demetrio sono, pertanto, sinonimo di menzogna e pervicace millantato credito.

Fine dell’inciso.

Avrebbe dovuto, dicevo, perché la sorte, correntemente ria nei confronti dei deboli, si è mostrata, per una volta, benigna, obnubilando Rijkaard spinto a chiamare al suo cospetto il suo sodale, mondando noi dal peccato originale di colore rosso e nero.

Dio preservi Rijkaard in eterno.

Voi, in compenso, rimanete titolari del reato e, deduco, dimentichi dello stesso, non comparendo l’appropriazione indebita nelle fattispecie di reato di cui si discute la diminuzione dei termini di prescrizione in parlamento.

D’altro parte, se anche ciò fosse avvenuto, visto che l’ignominia di cui vi siete macchiati decade dopo l’eternità, anche dire che l’eternità si riduce di un terzo, vi restano comunque due terzi della stessa e, pertanto, nulla questio a riguardo.

Naturalmente rimane l’oblio, pratica adusa ai vincitori nei confronti delle ragioni degli sconfitti.
Giampaolo Pansa, ne “Il Sangue Dei Vinti” non menziona i fatti di Bergamo del 1990 e perciò io solo, e migliaia di testimoni muti, rimaniamo a perpetuarne la memoria.

La nostra posizione di classifica non è certamente estranea alla vicenda, giacché immagino che Adriano Galliani occhieggi con timore il calendario, scrutando con agitazione la data degli incontri Milan – Atalanta, ben sapendo che una mia provvederà a rimembrare a lui ed a me stesso, quanto il rosso dei colori ambrosiani sia simulacro del nostro sangue ed il nero il colore della sua anima sozza di cotanto peccato.

Quale migliore occasione, dunque, di una retrocessione per cancellare i semestrali appuntamenti con il suo ritratto corrotto nascosto nelle soffitte di Via Turati?

Perché non lasciare alla ventura della Coppa Italia la possibilità di rinnovare il teatro del misfatto?

Può darsi!

Ma non è questo il giorno!

Oggi si combatte, di penna e di bulloni, giacché solo le gesta d’Eroi affrancano dalla miseria e rimangono, a guisa di monumento, nella memoria degli uomini.

La rivoglio! Rivoglio la mia rimessa laterale! E la voglio ora!

Anzi….  Voglio di più! Voglio che ne rubiate una a tutte le squadre d’Italia!

Essendo il furto connaturato alla vostra natura la cosa non dovrebbe risultarvi ostica ed assecondare il proprio carattere ci confà ai figli viziati quali voi siete.

Fatelo dunque, manifestatevi per quello che siete, create Milioni di Andreini, che per altro già esistono allo stato silente! Date fiato alla vostra corruzione morale! Diventate quello per cui siete nati! 

DIVENTATE JUVE!!!!

Con stima per i vostri avversari

Mauro Andreini da Bergamo

Atalanta - Milan Marzo 2005

Da: Mauro Andreini [mauro.andreini@virgilio.it]
Inviato: mercoledì 9 marzo 2005 11.53
A: info@milanchannel.com
Oggetto: Maglietta

Egregio Milan (Cfr. mia precedente per le differenze nell’incipit).

 

Inoltro mia brevissima per informarvi che, oltre alla rimessa laterale, da sabato ci dovete anche una maglietta nerazzurra con il numero 20.

 

Vi aiuto dicendovi che dovrebbe averla a casa Nesta, ma nel caso non la trovaste, provate a vedere se non l’ha scambiata con quella di Bertini.

 

Sono d’accordo che tra compagni di squadra non ci si scambia le maglie, ma Nesta in giallo dovrebbe fare certamente un figurone.

 

Vi segnalo, per chiudere, che Makinwa è Ghanese, quindi non abituato a giocare a torso nudo sottozero, e che noi di maglie non ne abbiamo tante.

 

Per paliare alla carenza di attrezzatura ed alle abitudini prensili del vostro centrale, la prossima volta Makinwa lo dipingeremo con le strisce azzurre.

 

Per il nero ci ha già pensato madre natura.

 

Per Nesta non rimarrà che attaccarsi a qualcos’altro…

 

Siete un modello di stile.

 

Mauro Andreini da Bergamo 

Atalanta - Milan Ottobre 2004

Da: Mauro Andreini - Bonifiche Ambientali S.r.l. [mandreini@bonifiche-ambientali.com]
Inviato: martedì 26 ottobre 2004 21.53
A: Aldo (Aldo); Alessandro Zonca (alessandrozonca@tiscalinet.it); CFS Arienti (info@cfsservizi.com); Dalmazio. Togni (dalmazio.togni@tin.it); Ecodream (info@ecodream.net); GianFranco Oberti (gfoberti@astravernici.it); Gianluca Bresciani (lubre@lombardiacom.it); Laura Lo Russo (laura17@ciaoweb.it); Leonardo Santinelli (lsantinelli@bonifiche-ambientali.com); Luca Cuminetti (lucacumi@tiscalinet.it); Natalino Carzaniga (natalinocarzaniga@tiscalinet.it); Nora Truppi (ntruppi@bonifiche-ambientali.com); Paolo Andreini (pandreini@bonifiche-ambientali.com); pinkina@email.it; Rita Morino (rmorino@bonifiche-ambientali.com); Sircla (sircla@hotmail.com); Stefano Odorico (stefanodorico@yahoo.it)
Oggetto: Messaggio trasmesso al Milan

Egregi Signori.
Signori, per la verità, lo vedremo in seguito.
Quando 15 mesi or sono Galliani accettò 6 promozioni dalla B alla A mi ha dato la dimostrazione che voi dell’ufficio stampa non lo informate delle mie insistenti richieste.
Non avrebbe, infatti, torto il collo di fronte al rischio non già di due confronti Atalanta – Milan, spesso a lui favorevoli, ma bensì alla puntale ricezione dei miei “Cahier de doleance” afferenti i fatti su cui oblio mediatico è calato nonostante i miei sforzi.
Siamo a 14 anni di distanza dai fatti, eppure, come fosse oggi, ancora Rijkaard, Borgonovo e Baresi mi appaiono come ectoplasmi materici perpetuanti le loro gesta in una infinita ridondanza di cause ed effetti.
Mentre guido, mentre mangio, mentre lavoro rivedo, in successione, La rimessa laterale dell’olandese, il fallo subito dall’ex Comasco ed il feroce e spietato rigore dell’uomo di Travagliato.
Travagliato! Quale presagio sinistro alberga in questo nome! Quali indicibili e struggenti pene addusse il vostro capitano al mio cuore.
Già! Capitano!
Capitano di Filibusta allora! Come Francis Drake, come John Hawkins, come Morgan, Come Capitan Kidd, come Jean David Nau!
Uomini spietati, adusi a zittire la propria coscienza, alle volte non se ne fossero liberati in giovane età come zavorra.
Siete famosi, amati, riveriti, profumatamente pagati…….. ma siete dei ladri!
Rubaste una rimessa laterale in un pomeriggio d’Orobia, la serbaste e la serbate ancora, in soffitta. Ogni tanto la sbirciate perché essa, solo ora lo comprendo, è diventa il vostro ritratto putrescente, come lo fu per Dorian Gray.
Ma non vi rode? Ma dormite? Ma mangiate? Ma con quale faccia guardate i vostri figli? Ma, se provate rimorso, esiste un prelato capace di ascoltare la vostra confessione? Ma quante Ave Maria dovrete recitare, nel caso cogente?
Liberatevi, una buona volta del fardello! Sgravatevi l’anima e lo spirito!
RIDATECELA!!
Solo così fuirete la dannazione, solo così proverete lo stato di estatica contemplazione nella compassione dei giusti. Salvatevi ora che siete ancora in tempo.
Io prego per voi!
In realtà, da allora, io prego soprattutto per i vostri avversari ma ora, nell’incombere dell’evento, quando tutte le maree si incontrano, vi offro, cristianamente, un’altra opportunità.
RIDATECELA!!
Ed andate in pace.
Auspicando, egregi XXXXXXX di avervi redenti, porgo la base salariale di saluti possibile, senza superminimo.
Mauro Andreini da Bergamo
P.S. Fate i grandi, ridatecene due!

Atalanta - Milan Marzo 2003

Da: Dalmazio Togni [dalmazio.togni@tin.it]
Inviato: mercoledì 26 febbraio 2003 21.41
A: Antonio Marini; Dalmazio Togni; Fabio Storani; Filippo Cavalli;
Manolo Maffeis; Marco Scotti; Marco Storani; Massimo Marini; Paolo
Manfredini; Simone Cavalli
Cc: Mauro Andreini; Alberto Pugni; Claudio Sironi; Dino Nikpalj;
Patrizio Camozzi
Oggetto: I: Ridatecela

Inoltro a tutto il Club del Petisso questa missiva elettronica diretta a MilanChannel e al direttore della Gazzetta dell Sport.
Non aggiungo altro - se non che l'episodio in questione è indelebile nella mia zucca e mai lo dimenticherò - ma gradirei da tutti - soprattutto dal Nostro IL LO LA IL PETISSO IN PERSONA - un commento al riguardo.


-----Messaggio originale-----
Da: Mauro Andreini Bonifiche Ambientali S.p.A.
[mailto:mandreini@bonifiche-ambientali.com]
Inviato: mercoledì 26 febbraio 2003 18:43
A: guastoni@milanchannel.com
Cc: pcalabrese@gazzetta.it
Oggetto: Ridatecela


Egregio Sig. Milan

Dopo aver cercato di contattare tutto lo staff addetto alle relazioni esterne, senza esito malgrado me, provo ad indirizzarmi all'entità superiore, mistica e probabilmente non cablata ma, tant'è, a volte i Santi liquefano il sangue e non a tanto vi chiederò di giungere in questa mia.

Ritorno, un'ulteriore volta, certo non l'ultima, a rivendicare la rimessa laterale che ci dovete.

Non rispondere, per altro, non gioverà alla sostanza dei fatti e se, ontologicamente non trovate agevole rivenire agli eventi, mi auguro che almeno le vostre coscienze ne siano scosse.

Io non so se, a bilancio, privarvi di una rimessa laterale potrebbe crearvi una minusvalenza che vi obbligherebbe a portare i libri in Tribunale, ma ritengo, in ogni caso, che un agevole piano di ammortamento su almeno 10 anni potrebbe ridurre l'impatto della passività sul conto economico.

Ora, caro sig. Milan, che possiate addurre motivi di bilancio mi sembrerebbe perlomeno astruso, avendo voi, in un caso similie, approvviginato l'attivo della società di un bene non di proprietà, nè forme di rateo sarebbero configurabili, visto che godete del bene da 13 anni senza l'assenso del legittimo proprietario e senza, sopra ogni cosa, vere corrisposto qualsivoglia indennizzo o canone di affitto.

Vi intimo pertanto di rendere il bene altrui.

Nel caso invece non fossero questioni di bilancio, immagino che sollecitarvi sul piano morale sia equivalente a chiedere ad un gatto di digiunare in pescheria, visto che scrupoli non ve ne siete fatti allora, oggi men che meno e per il futuro, francamente, consentitemi di essere scettico anzichenò.

Immagino che chiederVi di restituire la prima rimessa laterale dell'incontro di domenica, a metà campo, magari pressando subito dopo, magari sgonfiando il pallone, magari passandocela all'ombra per una rimessa contro sole, rimessa da effettuarsi voltati, bendati, con i guanti e dopo aver sputato sul pallone, sia troppo.

Troppo per la squadra contraltare italiano del Real Madrid, ammettere una vigliaccata, cedere il passo almeno formalmente facendo ammenda simbolica di un torto ormai antico.

No, sig. Milan. Voi non lo farete.

Anzi, se ve ne capita un'altra siete pure capaci di dare il Bis, tanto di frasi tipo "A me mi paga il Milan", altrettanto sgrammaticate e banali se ne possono produrre a iosa.

A questo proposito ve ne propongo qualcuna, da mettere in bocca ad un qualche personaggio della medesima scienza di Franco Baresi, del tipo " se mi sarei accorto...", "Spesse volte a me mi sembrerebbe che può accadere..", "Il mMister non me l'aveva imparato che la rimessa giammai non la dovevo non restituirla", ecc.

Per parte mia io sarò li a guardarVi, con tutto il disgusto di cui sono capace, non mancando di rinnovare il racconto dell'evento a tutti quelli che posso, rendendo imperituro nei secoli il ricordo del vostro "Stile Milan", leggiadro e garrulo nel fuggire col bottino, salutando i fotografi con la sinistra, perchè nella destra tenete una rimessa rubata quando non la vostra pochezza.

Con Pietà Cristiana vi saluto

Mauro Andreini da Bergamo


P.S. Se almeno vi riprendeste Comandini.......


Atalanta - Milan Ottobre 2001

Da:                         Mauro Andreini Privato Ufficio [mauro.andreini@virgilio.it]
Inviato:                   martedì 2 ottobre 2001 10.54
A:                           milan@lega-calcio.it
Cc:                         Stefano Cuminetti (E-mail); Luca Cuminetti (E-mail)
Oggetto:                 Godimento decennale di furto

Egregi signori

Essendo prossimi alla scadenza decennale del furto di cui vi siete resi interpreti in occasione della semifinale di Coppa Italia Atalanta-Milan, visto che la prossima gara in calendario si tiene proprio tra le due squadre, avrei piacere che finalmente ci venisse restituita la rimessa laterale che determinò la nostra esclusione.

Da dieci anni l'A.C. Milan detiene un bene che non gli appartiene e mi sembrano maturi i tempi per rendere il maltolto.

Così, sarebbe perlomeno formalmente riparatorio che la prima rimessa laterale dell'incontro, anche a centrocampo, ci venisse resa, trascurando il fatto che 10 anni di interessi potrebbero indurre a renderne due.

Mi auguro che la richiesta venga accolta, restituendo così ai defraudati il simulacro del bene rapinato ed ame il sonno, visto che ogni notte sogno rapinatori con maglie rossonere che si introducono in casa mia e mi depredano di tutto.

Se poi il signor Franco Baresi si chiedesse per quale motivo non abbia mai vinto il pallone d'oro, mi permetto di fargli presente che se quel rigore lo avesse sparato in tribuna invece che in fondo al sacco, detto premio glielo avrebbero portato fino a casa, tanto merito e lustro ne avrebbe derivato.

In fidente attesa

Mauro Andreini da Bergamo




Atalanta - Milan Marzo 2008

 Da: Mauro Andreini [mauro.andreini@virgilio.it]
Inviato: venerdì 28 marzo 2008 12.18
A: 'A.C. Milan'
Cc: 'redazioneweb@eco.bg.it'; 'cverdelli@gazzetta.it'; 'direttoreweb@ilgiornale.it';
'redazione@libero-news.eu'; 'redmi@ilmanifesto.it'; 'societa@liberazione.it';
'sport@unita.it'
Oggetto: Egregio Sciùr Milan

Egrégio Sciùr Mìlan.
Còme àla? Stìff tòei bé?
So sèmper chèl! Ol Andreini, chèl de la rimèsa lateràl!
A ié quàse vint-àgn chè spète.Vè soemèa mìa l’ùra dè dàmela n’drè ?
Hò scriìt mèla òlte, in italià, spèrando che foedès riàt òl momènt de capìla.
Invèce… negòt!
Còse gò de fa? Egn lè à ciapàla? Gò de dìga à  oena quàch operàre de fermàs de òter e cargàla soel camiunsì ?
Al sò in dò stìf, gnàri !
Ma l’è mìa mèi che ghe pensì òter, pioetòst che fàm pèrt dì ùre de laurà per vègn in via Turati?
Ardì po’ òter! Me ve l’ò dìc.
A’m sé èt, ladrù!

Ol Mauro Andreini